Opoponax
Una resina tra mito, materia e profumo
L’opoponax è una presenza silenziosa e intensa. Non colpisce per immediatezza, ma conquista lentamente, avvolgendo i sensi e la mente con il suo calore balsamico.
È una materia che parla di miti antichi, di ritualità e che ancora oggi trova spazio nella profumeria come nota profonda, coinvolgente e meravigliosamente invernale.
Gli odori balsamici come ambra, benzoino, mirra, incenso e opoponax non sono semplici fragranze: sono simboli spirituali, capaci di esprimere trascendenza, estasi, rapimento sensuale e intellettuale. L’opoponax, nello specifico, è una gommo-resina che infonde alle fragranze caratteristiche quasi magiche.
“(…) Vi sono altri profumi corrotti, ricchi e trionfanti, che posseggono il respiro delle cose infinite, come l’ambra, il muschio, il benzoino e l’incenso”
Baudelaire
Nell’antichità, la resina di opoponax veniva ricavata da una pianta ombrellifera dalle radici carnose, che cresceva spontanea fino a circa tre metri d’altezza in Medio Oriente, Africa orientale e nelle zone calde del Mediterraneo. Questa pianta era chiamata Opoponax chironium: dal greco opòs (linfa, succo) e panax (panacea che tutto cura).
Il termine chironium deriva invece da Chèiron (Chirone), il mitico centauro esperto nell’arte di guarire con le erbe.
Considerata oggi la rarità di questa pianta, l’opoponax viene ricavato prevalentemente dalla gommo-resina della Commiphora erythraea, una piccola pianta che cresce nella parte orientale dell’Africa, soprattutto in Somalia. Le sue foglie sono molto simili a quelle della mirra, ma, contrariamente a quest’ultima, non presenta spine.
La resina di opoponax possiede un aroma caldo, dolce, ambrato e balsamico, tanto da essere chiamata anche mirra dolce. La resina si forma nelle cavità naturali della pianta, tra corteccia e legno, e fuoriesce spontaneamente sotto forma di grumi, o “lacrime”, di varie dimensioni. Viene raccolta dalle popolazioni locali, che spesso praticano incisioni sulla corteccia per ottenere una resa maggiore.
Dall’oleo-resina gommosa rosso scuro dell’opoponax si possono ricavare diversi estratti:
- olio essenziale,
- resinoide, mediante estrazione con solventi,
- assoluta, ottenuta dopo un successivo lavaggio in alcol.
Oggi, anche per l’opoponax, viene utilizzata l’estrazione con CO₂ supercritica, la stessa tecnica di cui ho parlato nel video dedicato alla vaniglia (link).
Il profilo aromatico di questa resina, con le sue sfaccettature balsamiche, morbide, leggermente speziate e lievemente legnose, viene utilizzato come fissativo nelle composizioni ambrate e orientali, per infondere profondità, densità, fascino e un calore dolce, quasi animalico e coinvolgente.
È una nota olfattiva particolarmente rilassante e benefica, che si rivela ideale soprattutto nel periodo natalizio.